La scelta delle posate va ben oltre il semplice aspetto estetico. La finitura, in particolare, incide significativamente sulla durata, la manutenzione e l’esperienza d’uso. Analizziamo nel dettaglio le principali finiture utilizzate nel settore delle posate, approfondendone i processi produttivi e le caratteristiche.

Finitura Lucida

La finitura lucida è quella più comune sul mercato e viene ottenuta attraverso diversi metodi:

  • Lucidatura meccanica: Consiste nell’utilizzo di spazzole abrasive sempre più fini arrivando a panni con paste lucidanti per levigare la superficie e conferirle un aspetto brillante.
  • VIBROLUCIDATURA: la posata viene immersa in un miscuglio composto da materiale abrasivo e lucidante all’interno di un grosso catino. Il catino viene quindi fatto vibrare con una frequenza molto elevata, in modo che il miscuglio vibrando leviga la superficie della posata fino a lucidarla.
  • Elettrolucidatura: Un processo elettrochimico che rimuove uno strato superficiale di metallo, lasciando una superficie liscia e riflettente.

Finitura Satinata

La finitura satinata si ottiene principalmente tramite:

  • Abrasione meccanica: Utilizzando spazzole abrasive o graniglia, si crea una leggera rugosità sulla superficie, conferendole l’aspetto opaco caratteristico.
  • Finitura Sabbiata: Un processo più aggressivo che utilizza getti di sabbia o altri materiali abrasivi per
 creare una finitura più ruvida e opaca.

Finitura Anticata (Stone Washed)

La finitura anticata è ottenuta attraverso un processo meccanico simile alla vibrolucidatura, ma con risultati che simulano l’usura naturale del tempo: le posate vengono inserite in contenitori con acqua, detergenti e materiali abrasivi (come pietre o biglie) e sottoposte a vibrazioni intense. Questo processo crea micrograffi e un aspetto di usura superficiale dalla resa Vintage.

Rivestimenti superficiali: PVD e altri trattamenti

Oltre alle finiture, esistono rivestimenti superficiali che modificano l’aspetto e le prestazioni delle posate. Il più diffuso nel settore è il PVD, ma non è l’unico.

  • PVD (Physical Vapor Deposition): la posata viene posta in una camera a vuoto, dove metalli come titanio, zirconio o cromo vengono vaporizzati e depositati sulla superficie. Il risultato è uno strato sottile, resistente e colorato (oro, nero, rame, ecc.).

Attenzione: il PVD non modifica la finitura sottostante. Se la posata è lucida, satinata o anticata, tale effetto rimane visibile anche sotto il rivestimento.

  • Altri rivestimenti:
    • Doratura / argentatura: processi galvanici che depositano metalli preziosi per motivi estetici o cerimoniali.
    • Cromatura: impiegata sulle posate non realizzate in acciaio inossidabile, per aumentare la resistenza alla corrosione e migliorare l’estetica.
    • Verniciature speciali: talvolta impiegate su posate decorative, ma meno comuni in ambito professionale.