Posate usa e getta: Plastica, legno e acciaio. Quale scegliere (pro e contro)

Jun 5, 2023 | Temi & Tendenze | 0 Comentarios

Quando dobbiamo scegliere quale sia la posata usa e getta migliore ci troviamo di fronte ad una sempre più ampia gamma di prodotti con diversi materiali. Ma come capire quale sia la soluzione più adatta alle nostre esigenze e che rispetti anche il nostro prezioso ambiente?
In questo articolo ti vogliamo aiutare nella scelta mettendo nero su bianco i pro e i contro dei materiali reperibili sul mercato per le posate monouso.

Tra i materiali più diffusi per questo tipo di posate troviamo la plastica, materiali biodegradabili, legno e acciaio leggero.

Posate usa e getta in plastica

Le posate usa e getta in plastica sono state per anni le più diffuse e utilizzate per feste, ricevimenti, compleanni etc. Ma a partire dal 14 gennaio 2021 le cose sono cambiate: come sancito dall’articolo 5 del decreto legislativo 196/2021, la messa in vendita di questi prodotti è consentita solo fino ad esaurimento scorte. Dato che ad oggi le posate in plastica sono ancora in vendita vediamo quali sono i pro e i contro anche di questo materiale.

Pro delle posate monouso in plastica

  • Sono leggere e facilmente trasportabili;
  •  Sono convenienti, dato il loro basso costo;

Contro delle posate monouso in plastica

Il grande problema delle posate in plastica è che sono costose per l’ambiente. Di solito i materiali di cui sono fatte queste forchette, coltelli e cucchiai non sono sempre di un tipo di plastica riciclabile. Lo smaltimento delle posate in plastica contribuisce all’aumento della densità delle discariche, e durano anche centinaia di anni prima di completare il processo di decomposizione. Inoltre, questi materiali contengono componenti dannosi, come ad esempio il BPA che può penetrare nel suolo e nelle acque sotterranee.

Un altro svantaggio ambientale degli utensili in plastica è la massiccia quantità di risorse e energia necessarie per produrli. La maggior parte delle plastiche è un derivato del petrolio, risorsa non rinnovabile che è costosa da recuperare, raffinare e trasportare. Senza contare che i processi di trasformazione del petrolio in materie plastiche usa e getta creano anche gas e sottoprodotti chimici che possono essere dannosi per le persone e per l’ambiente.

In alternativa alle plastiche ci sono molti altri materiali che non intaccano l’ambiente come quelli biodegradabili o in legno e in metallo. Di seguito andiamo a scoprire nel dettaglio questi materiali.

Posate usa e getta in bioplastica

La bioplastica è un materiale di nuova concezione usato non solo per la produzione di piatti, bicchieri, posate bio-compostabili ed usa getta, ma anche per la realizzazione di giocattoli. Questo materiale conserva solo in parte alcune caratteristiche della plastica, ma la produzione è differente, infatti si utilizzano tecniche e materie prime diverse.

La bioplastica deve essere prodotta a partire da materiale biologico o comunque biodegradabile. Per la produzione si usano, ad esempio, risorse come: cereali, frumento, farine di vario genere, barbabietola e polpa di cellulosa derivata dalla canna da zucchero.

I prodotti bioplastici hanno una specifica certificazione, rilasciata dall’organismo preposto, dopo aver superato delle prove di compostabilità. Ad esempio, devono rispettare la norma europea En 13432 e il materiale che viene ricavato dopo il loro smaltimento deve essere legalmente utilizzabile in agricoltura.

Come vengono smaltite le posate bioplastiche?

Le posate in bioplastica vengono smaltite a livello artificiale con l’uso di microrganismi specifici. E successivamente questi microrganismi usando il materiale come fonte di nutrimento andranno a produrre sostanze inorganiche e biomassa.

La biodegradazione della plastica può avvenire sia in presenza di ossigeno (condizione aerobiche), che in assenza (anaerobiche). Nel primo caso avrà come risultato l’acqua, biomassa e anidride carbonica. Nel secondo caso verrà prodotto metano al posto dell’anidride carbonica. A livello industriale, la bioplastica viene smaltita in condizioni aerobiche controllate. Da cui si ricava il cosiddetto compost, usato poi per fertilizzare in agricoltura. Questo processo rende possibile lo smaltimento della bioplastica con un basso impatto ambientale, senza la produzione di materiali tossici, ma che anzi portano alla formazione di altro materiale riutilizzabile.

Vantaggi delle posate monouso in bioplastica

  • Il processo di smaltimento ha un basso costo a livello ambientale, economico e di tempo;
  • Consente la produzione di fertilizzanti naturali in grande quantità, in seguito al suo smaltimento e biodegradazione;

Svantaggi delle posate monouso in bioplastica

  • La sua produzione a partire da mais o altri cereali andrebbe a ridurre la disponibilità di derrate alimentari destinate al consumo umano. Ma in questo caso l’Unione Europea promuove l’economia circolare, cioè la produzione delle posate o altra merce in bioplastica ricavata a partire da materiale di scarto dell’agricoltura e della produzione alimentare, oppure usando i prodotti derivanti dai rifiuti.
  • Le posate in bioplastica non sempre si possono buttare nell’umido che viene raccolto e mandato negli impianti industriali. Perché lo smaltimento insieme alla porzione umida dei rifiuti risulta piuttosto difficile da applicare. Infatti nel nostro paese, in alcuni comuni, ad oggi la bioplastica viene smaltita insieme all’indifferenziato all’interno degli inceneritori. Questo però più che essere un problema del materiale è un problema di adattamento degli impianti.
  • La bioplastica non è un materiale forte, per questo tende a rompersi facilmente quando si usa per consumare cibi duri.

 

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Posate usa e getta in legno

Le posate in legno sono sicure per l’ambiente e per questo sono un valido sostituto delle materie plastiche per la preparazione e il consumo degli alimenti. L’importante è tenere a mente che questo materiale non è destinato al multiuso, ma deve essere usato solo come prodotto usa e getta.

Pro delle posate monouso in legno

  • Il legno è il materiale più utilizzato e apprezzato tra le posate monouso, è sicuro, leggero e compostabile.
  • A differenza delle posate in plastica sono un’alternativa sicura e superiore. Infatti le posate in legno sono costituite da un’abbondante risorsa rinnovabile che è 100% compostabile.
  • Le posate in legno compostabili possono essere riciclate insieme ai rifiuti organici oppure si possono portare all’Ecocentro più vicino per essere smaltite insieme ai rifiuti di legno (verificare sempre le disposizioni del comune di appartenenza).

Contro delle posate monouso in legno

  • Le posate in legno non sono igieniche e non sono adatte all’uso prolungato. Infatti il legno è un materiale assorbente e poroso, che trattiene umidità e batteri da cibo e acqua.
  • Il legno si secca e potrebbe sviluppare crepe o schegge se viene immagazzinato o maneggiato in modo improprio. (anche se è un pericolo raro).
  • Il legno essendo un materiale ruvido può creare una sensazione spiacevole al contatto con la bocca.

Posate usa e riusa in acciaio inossidabile

Le posate leggere in acciaio inossidabile sono una valida alternativa a tutti i materiali precedentemente citati. Come le nostre posate USE&REUSE che sono 100% ecologiche e hanno numerosi vantaggi:

  • Sono riciclabili nella differenziata (raccolta metalli);
  • Si possono riutilizzare più e più volte a differenza delle posate in legno e in bioplastica.
  • Possono essere lavate in lavastoviglie e usate per altri, molti pasti;
  • Il materiale di cui sono composte è durevole e resistente;
  • Essendo in acciaio inossidabile sono igieniche;
  • Hanno un costo notevolmente inferiore rispetto ad una normale posata in acciaio. Questo permette alle organizzazioni come ospedali, scuole e mense di ammortizzare la spesa nel breve periodo.
  • Le posate in acciaio USE&REUSE resistono a sforzi estremamente superiori rispetto alle posate in plastica: è più probabile che una forchetta di plastica si spezzi e venga buttata che non una in acciaio.

Gli svantaggi delle posate usa e riusa:

  • Hanno un prezzo leggermente superiore agli altri tipi di posate usa e getta.

Il riciclo dell’acciaio è il più conveniente:

  • Per i metalli è molto più semplice legare tra loro leghe metalliche differenti. Per questo l’acciaio è riciclabile circa all’infinito, ottenendo quasi un chilogrammo di prodotto da ogni chilogrammo di metallo riciclato;
  • L’acciaio riciclato ha caratteristiche fisiche e chimiche del tutto analoghe a quelle dell’acciaio vergine, e questo indipendentemente dal numero di volte in cui viene riciclato;
  • Per l’acciaio si usa il termine “recycled”, mentre per la plastica si usa spesso il termine “downcycled”. In pratica, una forchetta di acciaio riciclata potrebbe diventare una nuova forchetta, mentre una forchetta di plastica diventerà rifiuto anche se riciclata, e solo in minima parte diventerà un nuovo prodotto che sarà comunque un sottoprodotto meno pregiato di quello di partenza. Questo per via dell’impossibilità di avere una plastica riciclata pura e priva di contaminazioni da altre plastiche e/o elementi estranei (anche solo le etichette di carta delle bottiglie), di fatto nella maggioranza dei casi la plastica riciclata è un sottoprodotto rispetto alla plastica vergine, e come tale viene relegata ad usi di ripiego e limitati.
  • A livello di costo del riciclaggio, l’acciaio riciclato ha un costo di lavorazione più basso rispetto al materiale grezzo. Mentre la plastica riciclata ha un costo più vicino alla plastica vergine o addirittura più alto, e quindi non sempre è conveniente.

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